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La vendemmia, una festa!

La vendemmia, una festa!

Scritto da museosartarelli il 29 agosto 2018 in Storia

Si preparava per tempo, la vendemmia. Tutto in cantina doveva essere in ordine: le botti ben raschiate e odorose, le tinozze con le doghe rafforzate, il torchio ben ripulito e funzionale, i mastelli e i barili pronti all’uso. Ci si dava appuntamento non solo con quelli di casa, piccoli e grandi, ma anche con i vicini, concordando il giorno e pronti a ricambiare.

Un tempo era così. La vendemmia era una festa per tutti.
Si sentiva. Era, come la mietitura, la festa del raccolto. La terra restituiva il frutto del lavoro di un anno ed un sorriso grato e soddisfatto si stampava sul volto di chi staccava il grappolo dalla vite. C’era chi cantava lungo i filari con gioia e spontaneità. Ragazzi e ragazze tra un grappolo e l’altro si scambiavano sguardi d’amore. Un’atmosfera di festa che si spandeva fino alla cantina dove avveniva la pigiatura. Atmosfere di altri tempi.

Se qualcosa è rimasto è in quel senso di frenesia che accomuna i vendemmiatori di oggi, giovani per lo più, occupati in lavori stagionali. Non sentono però la festa ed anche il profumo del mosto che emana dalle uve appena pigiate dice poco o nulla. Per loro è solo un lavoro.

La festa è qualcosa di diverso, non ti pesa il lavoro, senti con le tue mani il dono che la terra ti offre, ne gioisci, scopri un feeling con essa, sai che non ti tradisce, sorridi, il profumo delle uve e del mosto ti inebria. E la puoi condividere perché sai, e ne hai la prova, che chi ti è accanto è in sintonia con te. La festa della vendemmia… ad essa bisogna ritornare, ovviamente non con le “strutture” di un tempo, bensì con quello spirito gratitudine e di gioia, con la preoccupata serenità di chi si attende da gesti antichi, quali sono la pigiatura e la fermentazione, un vino antico sì ma sempre nuovo.

Riccardo Ceccarelli

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