Il museo

Dalla struttura spiccatamente contemporanea, il museo sorge accanto alla casa colonica del 1882, sede storica dell’azienda Sartarelli, segnando così un importante e indispensabile passaggio di testimone da antico a moderno. Le tradizioni fondanti la cantina, che il museo celebra, rappresentano infatti le solide basi su cui è impostato il futuro dell’azienda: un futuro che può crescere solo partendo dall’amore per il proprio lavoro, per il territorio e dal rispetto per le sue tradizioni d’eccellenza, da raccontare e tramandare. Per questo la famiglia Sartarelli ha voluto creare una struttura che fosse uno spontaneo e doveroso omaggio al Verdicchio dei Castelli di Jesi: al suo interno immagini, documenti e curiosità ne raccontano la storia dalle origini fino alla sua affermazione nell’ultimo secolo e un’ampia e luminosa sala multimediale fa da elegante cornice a convegni, esposizioni, degustazioni e altri eventi.
Un luogo ricco di storia ma anche un punto d’incontro e di scambio: un museo che è contemporaneamente il simbolo di una lunga e prestigiosa tradizione e un impegno per il futuro.

La struttura

Il cubo, che definisce in maniera nitida e lineare l’architettura del museo, regalandole una modernità di forte impatto, si integra perfettamente all’ambiente circostante anche grazie ai materiali utilizzati. Legno, pietra, acciaio e sughero si combinano per creare un accordo inconfondibile pieno di naturalezza e fascino. La morbidezza del sughero insieme al calore del legno sono stati accuratamente scelti in quanto elementi naturali e soprattutto a basso impatto ambientale.

Il particolare mix tra acciaio e legno, poi, rende la struttura antisismica (una caratteristica di fondamentale importanza nel nostro territorio), mentre l’utilizzo del sughero isola gli ambienti così da permettere di mantenere una condizione termica ottimale e costante sia in presenza delle basse temperature invernali che del caldo estivo.

Sul pendio adiacente, un variegato e profumato roseto addolcisce la forma geometrica dell’edificio, armonizzandolo ancor più con il paesaggio. Le rose, disposte secondo una scala cromatica dalla tonalità più chiara alla più scura, richiamano visivamente il cammino degustativo e i colori dei vini Sartarelli e grazie alla loro bellezza e agli intensi profumi creano un percorso sensoriale unico.

Le sue ampie vetrate, infine, riflettono, come quadri naturali d’autore, la vastità del territorio e allo stesso tempo creano un continuum con i vigneti circostanti e le morbide colline di Poggio San Marcello. L’impressione è quella di ammirare un’opera d’arte: un dipinto che lega indissolubilmente il paesaggio all’architettura, una straordinaria illusione che anticipa già ciò che il visitatore troverà varcando la porta del museo.

Informazioni

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NO TICKET SÌ ALLA GENEROSITÀ
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